giovedì 20 aprile 2017

Strani percorsi... o forse no...

Rieccomi... ed è passato solo un mese? Uhauuu, sto migliorando!
Questo lasso di tempo trascorso è stato intensissimo... mi sembra di aver vissuto sei mesi in quattro settimane mentre negli ultimi tre anni il tempo passava a mo' di soffio da un mese all'altro. Incredibile, sì !!!
Credo che siano avvenute strane connessioni fra me e il mondo in cui vivo . Forse anche qualche congiunzione astrale particolare che mi ha dato un'energia particolare per attuare alcune cose che da anni mi passavano per la testa ma ero impossibilitata a realizzare, vista una certa condizione che mi cingeva.
Ma per farla breve  sono su una nuova strada... quella dell'incremento autoproduttivo dato che ho imbandito il mio terrazzo non solo più di piante grasse, succulente, verdi e da fiore, ma... orticole.
E inutile dirlo i miei pensieri sognano già tutto nel mio piatto e le mie papille gustative  di riassaggiare gusti dimenticati.
A settembre avevo anche iniziato a farmi il compost in secchi ed ora la parte in fondo era pronta avendo usato i fermenti thailandesi e le loro madri. Altrimenti non avrei certo avuto nulla di pronto dopo solo sei mesi e mezzo.
Quindi ho preparato i vasi del trapianto miscelando compost e ogni tanto li innaffio coi fermenti anche se son vuoti, in attesa delle piantine che hanno germogliato e altri semi pigri.
Ma tiralacordaabordo... non era di questo che stamane volevo parlarvi. Cioè si, volevo accennarvi che questo blog si arricchirà di nuovi post riguardanti l'autoproduzione di verdure, ortaggi, erbe  e quanto utile in tavola e alla salute, ma dovevo solo accennarvene per poi raccontarvi cosa è successo ieri mattina.
Chi mi conosce dall'altro mio blog della mia mia storia con Rampy  e di tutti i post che scrissi finché mi lasciò. Quindi non mi prenderà per matta adesso se dico che ieri ho cercato di salvare un'ape. E dopo ho anche accompagnato fuori una coccinella.
Per chi lì per lì mi ha scritto "dagli 50euro che si prenota l'albergo" non ho avuto parole perché chiunque giudica e si diverte prima o poi ci si trova nella situazione che deride o critica. Se non in questa vita di certo nelle successive.

Io vivo di forti desideri, enormi attese, di lunghi lassi pazienti ad ammirare il silenzioso passare del tempo che proprio cosi insegna e parla. Eppure non sto mai ferma. E in tutto questo mi sento enormemente fortunata!
Ieri mattina ho imparato tanto altro e l'emozione e la commozione che mi ha riempito,  ancora oggi sale forte da dentro ed esplode in sorrisi e felici occhi lucidi.
So che alla fine pochi percepiranno il senso, il messaggio di questo post, altri si sentiranno straniti senza capire perché, ma forse il più potrebbe volermi scrivere che sono matta, stupida, assurda... e a me non importa.
Ho imparato a distinguere quando una cosa è un problema mio, quando no o non più.
Pertanto veniamo al racconto di Apina.
Apina doveva essere una giovane adulta di certo. Ci siamo guardate, studiate, abbiamo comunicato in silenzio per millesimi di istanti che ci sono bastati a scegliere come comportarci l'una con l'altra.
Ci sarà stato egoismo, presunzione da parte mia,  incoscienza di certo... e lei... lei non so se avesse mai avuto a che fare con altri esseri umani a distanza cosi ravvicinata, lei non so se era quella che spesso da marzo ho visto posarsi sui fiori di echeveria, calle, azalea e ultimamente tradescantia. Ma... ma lei ieri mattina era lì per terra.

Avevo passato la notte insonne col mal di stomaco e al risveglio, dopo che mia figlia era uscita per andare a scuola,  mi sono attardata a letto per recuperare qualche ora di sonno. Quando alle 9,30 apro le finestre, dò una rapida occhiata se il vento ha fatto danni nelle ore notturne ... per fortuna no, nessuna pianta spezzata, nessun vaso buttato a terra e la mia pseudoserra a posto (approntata per mettere riparate su uno scaffale fatto coi pallet dal marito le piantine germogliate)
Nessun danno per me... ma ai piedi del tavolino di legno vedo un'ape leggermente immobile.
Lì per lì, pensando stesse solo sostando, rientro. Quando dopo quasi mezz'ora riesco per stendere i panni e la vedo ancora lì, capisco che sta male , forse per le temperature calate di colpo (sui  9 notturni da tanti più che stavamo solo pochi giorni fa e pare che debbano ancora scendere).
Mi chino ad osservarla:  faticava a muoversi ma appena mi ha visto chinarmi ha cercato di cacciare il pungiglione, solo che pure se voleva pungermi era lampante che non aveva la forza. In quei pochi movimenti fatti ho visto chiaramente che si trascinava letteralmente il resto del corpo. Per un attimo ho pensato stesse morendo senza scampo. Solo un attimo.
Son rientrata, ho preso una scatoletta di formaggio vuota che stipavo, degli avanzi di canna di bambù con cui avevo già fatto delle casette per api da appendere(e appese) sul mio terrazzo, e sono andata a porgliela davanti, con la paura del suo pungiglione ritratto ma pur pronto. Stavolta, strano, non lo ha cacciato.
Ho atteso pazientemente che riuscisse ad entrare... andava a rallentatore. Ha davvero faticato per infilarsi ed è rimasta sull'uscio del buco della canna più larga.
C'era ancora abbastanza vento e ho messo quel similriparo sotto un'azalea bianca ancora non in fiore, a sua volta rintanata all'ombra di calle e un vaso di bouganvillea

Non l'ho portata nelle casette già appese perché avevo paura cadesse da lì. E c'era pure vento.
Son rientrata e ho scritto in due gruppi di Fb, uno di orti balconari e uno di identificazione insetti di Fb per capire che fare per aiutarla. Ho chiesto anche di entrare in un gruppo di apicoltori, ma all'ammissione avevo già ricevuto risposta da uno dei due gruppi("Insetti e altri artropodi-un fantastico mondo da scoprire") : mettere acqua e zucchero e metterla al sole.
Il sole non era ancora arrivato e ho messo acqua e zucchero, ma l'ape era rimasta quasi immobile. Ho reciso dei fiori di azalea rossa e di echeveria e gliel'ho posti accanto, ma nulla restava ferma. Muoveva solo la testa e le zampe quando mi avvicinavo troppo.Chissà che accidenti o minacce mi stava urlando 😁
Intanto è arrivato il sole e anche il vento si è smorzato. Nel gruppo "Orto balconari Coltivatori",  mi aveva appena risposto anche una delle amministratrici, P.,  dicendomi che le era successo in inverno e lei aveva messo miele vedendo l'ape in rapida ripresa e presto volata via.
Ho spostato la mezza casetta su uno dei due vasi di bulbi di amaryllis  all'inizio della ringhiera del terrazzo , unico punto in cui arrivava il sole al momento.Ammetto la mia ignoranza:  credevo il miele lo producessero per le loro pupe e loro si nutrissero solo di polline.
Tento anche col miele... ne avevo di castagno, ne ho messo su uno stuzzicadenti e gliel'ho posto di fianco alla canna da bambù, con la paura di essere punta.
Come glielo metto la vedo iniziare a muoversi e assaggiare e nel giro di qualche istante è stato chiaro che era rincuorata, si sforzava di mangiare, si leccava le zampe sporcate e poi le strofinava sul bordo della vaschetta.
Allora son andata a metterne un cicinin di più in un tappino di bottiglia(rosa) e ho tolto l'acqua e zucchero (con la paura mi pungesse) mettendo solo acqua in un altro tappino bianco. Ha iniziato a mangiare più vorace, a muoversi un filo meno lenta, finché ha cercato di arrampicarsi sulla casetta e andare vicino ai fiori. Cadendo e riprovandoci è riuscita. Ha fatto un battito leggero di ali e ha curiosato i fiori.
A quel punto mi son resa conto che era mezzogiorno e non avevo combinato nulla in casa . Attendevo anche un ospite per pranzo... non potevo fare altro e sono rientrata. Dovevo sbrigarmi a mettere su il sugo e fare delle polpette.
Ma ogni due per tre andavo a vedere e lei era sempre lì e sembrava davvero in ripresa. Prima di mettere le mani nel macinato son riandata e ... sembrava avermi atteso ... prima di volare via ha battuto le ali con la testa alzata verso di me e poi è andata via in un soffio.

In tutto quel tempo ho pensato più volte che poteva pungermi e  che avrei fatto nel caso. Mi era già successo molti anni fa. Uscendo dal portone di casa avevo accidentalmente urtato col dorso del piede un'ape che ronzava bassa... rigonfiamento istantaneo ed ero finita in ospedale.
Ero anche mezza influenzata e tutto quel vento, entrare e uscire fra caldi di casa e freddo fuori... chissà l'indomani come sarei stata.
Mi sentivo un' incosciente. A gran parte di me non importava. Volevo solo provare a salvarla.
Quando è volata via il sole è scomparso, il vento è ritornato, ma sono rincasata emozionata, felice per lei e commossa.
Pensavo fosse finita lì. Ho preso a spolverare e in camera di mia figlia dove alle finestre c'è zanzariera, dopo aver passato l'aspirapolvere c'era una grossa coccinella arancione. Ho afferrato la prima cosa a portata.... un  tappo di un deo spray corpo, gliel'ho posto davanti e c'è entrata senza volare in giro ho messo la mano davanti e l'ho portata fuori in mezzo alle foglie di fragole, sotto il kumquat che fino a qualche settimana fa era attaccata dalla cocciniglia. Spererei resti sul mio terrazzo per aiutarmi con gli insetti infestanti che potrebbero ripresentarsi, ma mi è bastato non averla ammazzata aspirandola mentre spolveravo.
A fine giornata avevo pure la tosse più pesante, la sinusite riacutizzata, ma ero felice, pazza ma felice.

Se vi state chiedendo perché ho messo delle casette per le api, quelle casette sono solo dei ripari . Li intravsdete in questa foto... una pende dalla yucca e una più in alto vicino al muro dalla grata su cui far arrampicare la bouganvillea.
Da ragazzina mi son trapassata un dito con un chiodo per cercare di fare una casetta per gli uccellini... pochi anni fa ho allevato una chiocciola trovata nel broccolo... i ragni in casa li accompagno fuori se mia figlia li vede(per me possono restare e restano quando li vedo solo io), le lumache di terra che mi spiluccano il geraneo e qualche succulenta d'inverno le lascio stare.
Ognuno fa come vuole... io devo davvero essere costretta a difendermi per concepire di sterminare un insetto, cioè ho difeso la malva invasa da galle e sputacchina , la salvia infestata di afidi, il kumquat da cocciniglia prima e  larva minatrice poi... e l'ho fatto con fermenti thailandesi, spray di macerato d'aglio e olio di neem... proprio per cercare di non ammazzare gli insetti impollinatori.
Lo sappiamo tutti che le api sono utili per far fiorire e fruttificare le piante... e io ho pure iniziato un orto in terrazzo, per cui se voglio i frutti dalla pianta di zucchine serve che le api le impollinino, altrimenti tocca farlo a mano.
Che poi sinceramente se la natura ha creato tante specie di insetti, piante, esseri... ognuno avrà il suo scopo e motivo d'essere. Credo che su questa terra se qualcuno deve considerarsi di troppo siamo noi , siamo noi a crederci più o meno padroni, a volere sempre più, a non saper apprezzare i doni della vita e della Natura e a sbagliare a valutare le nostre capacità. Saremo fatto per grandi cose ma abbiamo messo gli occhiali sbagliati!
Comunque se vi trovate dinanzi a un' ape in difficoltà provateci...provate ad aiutarla... magari senza chiedervi il perché ;)
Passo e chiudo 😘