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lunedì 27 agosto 2018

I miei mix per pasta gluten free e senza uova, fatta a mano .

Da fine primavera ho iniziato più spesso a sperimentare per farmi una pasta a mano consona alle mie nuove esigenze di dieta.
Complice il fatto che la mia dieta di salute ha finalmente potuto cambiare direzione con la reintroduzione, ho cominciato a provare e,  con successo inserire in dispensa, qualche altra nuova farina, come quella di cui vi parlo oggi, ossia di cicerchie.

La cicerchia proviene dal Medio Oriente, coltivata già nell'antico Egitto,  nasce da una pianta erbacea a ciclo annuale molto simile a quella dei ceci, di cui si contano una ventina di specie.
Il seme, simile a un sassolino, cresce anche su terreni poveri e in condizioni difficili, resiste alla siccità e alle basse temperature, ma richiedendo una  grossa mole di lavoro manuale, venne abbandonata la sua coltivazione.
Per il consumo nelle nostre cucine si preferisce quella piccola, spigolosa, con le colorazioni che vanno dal grigio al marrone chiaro, che ritroviamo coltivata ritrovare nel centro Italia fra Abruzzo, Molise e Marche.
Viene raccolta a fine luglio, anche se il legume è disponibile tutto l’anno poichè impiegato anche per mangime di animali d'allevamento.
Oggi la cicerchia è stata riscoperta, viene rivalutata per le sue proprietà e tutelata quale  alimento tipico della dieta contadina del passato
Infatti è un legume ricco di calcio, fosforo, proteine, amidi, vitamina B1, B2, e PP e fibre alimentari, tanto da essere consigliata in oligoterapia nutrizionale, nei disturbi della memoria e  affaticamento cerebrale.
Da tenere presente che il seme contiene la laritina, un principio amaro indigesto per cui occorre lasciare macerare in acqua salata per almeno 12 ore e solo poi bollire.

Avevo letto che si usa per zuppe, minestre ed è molto usata anche in piatti vegetariani, ma poi che con la farina di cicerchie si preparano squisiti maltagliati e pappardelle mi ha stuzzicato a provarne l'inserimento nei miei neonascenti mix per la pasta.
Quello che vi metto di seguito ha pochi grammi di questa farina, ma io ne sto già provando con maggiori dosi, avendo appurato che oltre che tollerate bene, gradisco anche il sapore che conferisce.
Quando comprai questa farina, lo feci col dubbio che avrei arrancato a finirla come mi succede con quella di ceci, perchè, problemi a parte con il nichel, i ceci da sempre erano l'unico fra i legumi,  che pur piacendomi, faticavo a digerire nonostante lo mangiassi decorticato e ben ammollato o già pronto in vetro o riducendomelo a crema. E così è ancora, nonostante la reintroduzione e l'effimero uso che ne faccio nei miei piatti.
Ma mi sbagliavo... la cicerchia è solo simile al cece per l'aspetto.
La sua farina a crudo ha un colore giallo paglierino, un odore molto più leggero, come di qualcosa di un po' tostato e il suo sapore da cotta è più delicato,  moooolto meno imperante di quella di ceci a pari dosi.

Sto per lasciarvi alla ricetta dei miei due mix, che come vedete dalle foto ho fatto più volte, arricchendo l'impasto anche con un mio mix di spezie e curcuma  che ha dato una bella colorazione.
Devo aggiungere che il mix con semolino di riso dà un impasto molto più morbido, malleabile e che per questo presto proverò a usare come sfoglia per pasta ripiena.
Il secondo mix dà un impasto ben asciutto,  che va lavorato abbastanza prima di stenderlo. Preciso che entrambi gli impasti non li ho ancora provati a stendere con la macchina per pasta, ma tutto a mano.
Ci ho fatto finora tagliolini, tagliatelle e maltagliati.
Vi ricordo che troverete i miei mix sempre fissi nella pagina sopra  intitolata
"Le mie miscele"
E se provate fatemi sapere 😉
Alla prossima...



Mix per pasta: di queste seguenti miscele, prelevo 100 gr e aggiungo al cenfro solo 60-70 ml di acqua e un pizzico di sale.

Mix per pasta senza uova, senza glutine e latte,  con semolino di riso  e farine naturali: 
55gr semolino di riso, 40 amido di riso, 50 gr fecola di patate, 15 gr farina di quinoa, 20 gr arrowroot, 10 gr farina di cicerchie, 60 gr farina di sorgo, 5 gr xantano 

Mix per pasta  con farine naturali , senza uova, senza glutine e latte
40 gr di farina di riso, 65 gr di farina di sorgo, 50 gr di amido di riso, 50 gr di fecola di patate, 20 gr di farina di quinoa, 20 gr di arrow root, 4 gr di xantano


giovedì 23 agosto 2018

Indivia belga con paprika dolce e alloro, gratinata con caciotta... gluten free, a basso nichel

Uno dei piatti che ho spesso fatto quando ero in detox per nichel è stato quello dell' indivia belga con paprika e alloro, gratinata con caciotta.
Ed è un piatto  che mi piace tanto che spesso me lo rifaccio anche adesso in reintroduzione (si, si, lo farò un post su come sta andando questa fase... abbiate pazienza!).
Le verdure in generale gratinate al forno con un po' di formaggio son tutte buone secondo me. Prima di introdurre nella mia dispensa l'indivia belga, mi facevo così i finocchi, la scarola e  le zucchine.
Una pietanza pratica, semplice e abbastanza veloce da fare... c'è poco anche da dire, per cui passiamo subito alla ricetta.

Indivia belga con paprika dolce e alloro, gratinata con caciotta... gluten free, a basso nichel

Due cespi di indivia belga,  due fettine spesse di caciotta, pangrattato senza glutine(per me autoprodotto), parmiggiano reggiano e pecorino grattuggiati, paprika dolce, alloro e aglio in polvere, olio extravergine, sale facoltativo.

Lavo i cespi di insalata dividendoli  solo in due parti ognuno. Poi li scolo e divido ulteriormente ogni metà. Pongo in padella con poco olio e mezzo bicchiere di acqua e cuocio coperto per 15 minuti. In alternativa si possono cuocere a vapore, resteranno più succosi, oltre che con più delle loro sostanze.
Poi lascio raffreddare e privo ogni quarto di una minima parte del centro, stando attenta a non sfasciarla per non far staccare le foglie fra loro.
Dispongo i pezzi di indivia in una piccola pirofila di ceramica sul cui fondo cospargo  prima del pangrattato e poi leggermente di parmiggiano grattuggiato.
Quindi nell'incavo creato metto un pezzo di caciotta e poi cospargo il tutto di un filo di olio extravergine, pecorino, paprika, alloro e aglio in polvere. Ometto il sale perchè personalmente mi basta il pecorino.
Cuocio in forno preriscaldato a 180°per 10 minuti  e altri 5 in posizione grill solo sopra e ... voilà, il piatto è servito.
Alla prossiiiimaaaa 😘

sabato 11 agosto 2018

I grulì: biscotti all'arancia e mango con licoli e farine naturali, senza latte, gluten free, a basso contenuto di nichel.

Ci siamo lasciati con la ricetta delle crocchette di riso e ci ritroviamo con ovviamente una ricetta di biscotti in questa mattinata di sabato, a quasi metà agosto, in cui si respira una bella aria fresca.
Il mio kumquat è stracolmo di boccioli di fiori... sì, non credo sia proprio al passo coi tempi, ma gli va di fare come gli pare e amen.
Stamane due grossi aponi stavano impollinando i fiori schiusi, ma sono giorni che faccio la lotta con le formiche ladre a suon di aglio, cannella e olio di neem. Sono riuscita a vincere la battaglia già questa primavera, con il loro subdolo trasporto di afidi sui germogli. Questa volta non so se riesco. Serve costanza, tantissima... e non riesco tutti i giorni a starci dietro per cui alcuni fiori li hanno già depauperati e portati a cadere.
L'anno scorso sono rimasti solo 10 fiori prima del grande freddo e questo inizio estate ho potuto raccogliere quei pochi frutti.
Non mi illudo quindi... sto a vedere e lascio fare abbastanza alla natura.

Comunque ho deciso... da grande voglio fare la biscottaia matta 😆😅 ma da molto grande visto che il classico grande l'ho superato già ahimè.
In questo mese ho preso una pausa dal forno e dalle sperimentazioni se non per provare a fare questi biscotti con licoli.
Ho praticamente tratto ispirazione da una delle mie versioni dei pantozzetti (che non ho ancora pubblicato) e ho avuto subito la soddisfazione di essere stata contenta del risultato.
A parte la variazione delle dosi di farine, ho tolto un tuorlo e una ventina di grammi di licoli, aggiunto più olio, della fecola e usato il miele come dolcificante.
Passiamo quindi alla ricetta.


I Grulì: biscotti all'arancia e mango, con licoli e farine naturali, 
senza latte, gluten free, a basso contenuto di nichel.

100 gr di licoli, 110 gr di farina di riso, 30 gr amido di riso, 20 gr fecola di patate, 10 gr di arrow root, 50 gr di farina di chufa, 30 gr di  farina di sorgo, 60 gr miele  millefiori, 60 ml olio di riso, 1 uovo e un albume, 5 gr bicarbonato, buccia candita di arancia,  mango candito, buccia essiccata o fresca di cedro e limone(o un altro aroma naturale che preferite)

Mescolo le farine col bicarbonato e le scorze essiccate degli agrumi .
A parte mescolo l' olio, l'uovo e l'albume, il licoli, il miele e inizio a montare con lo sbattitore. Poi aggiungo una cucchiata per volta le polveri e mescolo bene. Infine unisco i canditi ridotti a pezzettini molto piccoli e distribuisco il composto a cucchiaiate dando forma ovale.
Metto in forno a freddo al semiultimo livello e accendo a 180° statico per 25 minuti, poi sposto la teglia al livello di metà forno per  altri 5 minuti a 170 ventilato.

Alla prossima e buon finesettimana 🐜🌼🐝🍡🍀

martedì 19 giugno 2018

Pantozzetti con licoli, al mango e zenzero canditi, gluten free e a basso contenuto di nichel


In questo scorso post ●  vi avevo raccontato di questo nuovo Amore con Torilì  e dei primi esperimenti fatti panificando.
Nel fare il licoli, nella prima fase dei rinfreschi, si hanno all'inizio parecchi esuberi che sono lievito comunque e andrebbero usati piuttosto che buttarli. Ma sono tanti e non tutti riusciamo a utilizzarli.
Quando  a inizio giugno, il 3, avevo chiesto su Facebook nel gruppo LICOLI SENZA GLUTINE  di Olga Francesca Scalisi Botta,  mi avevano detto quasi tutti che per fare biscotti  il licoli non va granchè bene, ma qualche giorno dopo Maria Pina di Senza glutine e Senza essere Chef mi fornisce una possibile ricetta provata da lei e che consapevoli entrambe avrei dovuto modificarla per esigenze nicheline, mi annotai .
Beh, ho provato a sperimentare qualche giorno fa.
Ecco... io ... io... in 3 giorni ho rifatto due volte questa ricetta... semplicemente perchè mi è strapiaciuta. La seconda volta ho subito provato delle variazioni e son riusciti sempre più buoni... e in anteprima eccovi quella che sarà la ricetta dei prossimi giorni
Di biscotti ne ho fatti tanti, sono il mio tipo di dolce preferito, ma fra i biscotti i miei preferiti da oggi sono questi. Datemi un biscotto gluten free e a basso nichel e mi fate felice. Datemi un pantozzetto e mi portate sulla luna...ultrafelice!
Visto però che più di 3/4 di mondo non ha consapevolezza di allergie come quella alimentare al nichel dubito qualcuno possa regalarmene. Ma il problema non sussiste: mi faccio felice da sola e con poco😆

Questi biscotti sono coi miei soliti frutti canditi perchè per me sono il sostituto di tanti altri prodotti con cui si  aromatizza e rende goloso un dolce. Ma badate bene: non parlo mai di canditi industriali belli e confezionati, quelli mi fanno abbastanza pena da sempre, bensì di frutta candita presa al mercato sciolta al banco che vende cereali e frutta secca. E li scelgo sempre senza zucchero.
La bellezza di questi biscotti è che sono veloci da fare e che essendo del tipo secco/tostato si mantengono parecchi giorni.
Nella ricetta originale che mi era stata suggerita hanno nome di Tozzetti e fra gli ingredienti ci sono le mandorle, farina e amido di mais, zucchero e vanillina, oltre lo xantano, l'uovo , il licoli e la farina di riso. Questi 4 ultimi ingredienti li posso usare, gli altri ho dovuto provare a sostituirli, essendo alimenti esclusi dalla mia dieta.
Quando li avevo visti mi avevano ricordato i cantucci e in effetti anche riuscendo a fare i miei, mangiandoli la consistenza quella era. Avessi potuto metterci le mandorle sarebbero stati abbastanza simili.
A volte si trova lo stesso dolce chiamato con  nomi diversi da regione a regione, in nome di piccolissime differenze in ingredienti.
Beh, da oggi nasce anche questa variazione dei Tozzetti... i Pantozzetti.

Pantozzetti con licoli, al mango e zenzero canditi, gluten free e a basso contenuto di nichel

80 gr farina di riso, 20 gr farina di amaranto, 40 gr amido riso, 10 gr di arrowroot, 60 gr di burro, scorza limone(io essiccata),  mango e zenzero canditi senza zucchero, 4 gr di xantano puro, 50 gr di miele millefiori, 1 uovo, 60gr di licoli.

Miscelo le farine. A parte pongo a bagnomaria il burro fatto a pezzettini per scioglierlo appena appena. Se avete miele solido aggiungerlo.
Tolgo appena si intiepidisce e inizia a sciogliersi e finisco di renderlo liquido lavorando con la forchetta.
Faccio raffreddare pochi minuti per aggiungere tranquillamente l'uovo. Lavoro e poi verso al centro delle farine. Aggiungo anche il licoli e amalgamo prima un po' restando a centro e poi incorporando poca alla volta la polvere circostante.
Impasto bene il tutto ottenendo un impasto leggermente appiccicoso ma non colloso che riesco a  lavorare con le dita. Quindi formo una sorta di filone piatto che dispongo sulla carta da forno e trasferisco sulla teglia.
Inforno a 180 gradi per circa 25/30 min. Taglio i pantozzetti delicatamente, li giro  sottosopra  e rinforno 5 minuti,  poi altri 5 minuti per i restanti due lati .

lunedì 28 maggio 2018

Gli sghembi, biscotti con succo di agave e farine naturali gluten free, a basso contenuto di nichel

Queste ultime due settimane sono stata parecchio in fermento e anche se non ho pubblicato nulla, continuo a farmi cose nuove per la mia dieta gluten free e a basso nichel.
Il punto è che ho un po'... giusto un POOOOOooo' 😲😂 di caos nel mio block notes e devo trovare il tempo di fare ordine viste le tante ricette da riprovare prima di potervele trasmettere.
Si perchè le ricette che ideo, le riprovo sempre prima di pubblicarle. E lo faccio per tanti motivi, fra cui il fatto che spesso riprovandole, voglio constatare come cambi il risultato modificando uno o due elementi base.
Che cambiando anche un solo elemento non si possa avere la stessa identica cosa questo lo si sa, ma a me piace capire  appunto quanto e in cosa possa essere diverso il risultato.
Agli inizi delle sperimentazioni senza glutine, succedeva che mi ritrovassi con impasti utili per ottenere biscotti e la volta dopo semplicemente cambiando il tipo di dolcificante o il tipo di grasso o anche mettendo un uovo più grande avessi un impasto più molle da doverci fare un plum cake.

In questa ricetta per esempio avevo usato il miele la prima volta, ma la seconda ho sostituito con succo di agave, un nuovo alimento che ho introdotto nella mia cucina, benchè lo conoscessi e ne avessi letto da tanto.
E devo dire che mi sono piaciuti entrambi ma ho scelto per stavolta di pubblicare questa versione col succo di agave.

Ci tengo a precisare che parlo di succo di agave crudo e  non proprio del più noto sciroppo di agave che essendo un prodotto raffinato è pari allo zucchero bianco.
Ho voluto provare questo succo poichè ha un indice glicemico molto inferiore ad altri zuccheri, soprattutto perchè la maggior parte dello zucchero in esso contenuto è fruttosio. A differenza del glucosio, il fruttosio non va direttamente nel torrente sanguigno e quindi non innalza gli zuccheri nel sangue o l'insulina a breve termine. Motivo per cui spesso si dice sia più salutare e anche adatto ai diabetici.
Ma appunto bisogna fare distinzione fra sciroppo di agave e  il succo crudo e scusate se non mi dilungo ma in web c'è abbastanza per farsi la propria idea.

Tornando quindi a questa ricetta, questo impasto stavolta lo vedete sotto forma di biscotti, ma la verità è che lo stesso è anche molto adatto per crostate di marmellata o con creme. E una di queste  prossime volte vedrete appunto la versione col miele in una crostata.
I biscotti li ho fatti otto giorni fa e ne sono rimasti a tutt'oggi tre, ancora buoni , sodi al tatto ma friabili in bocca  e ovviamente più asciutti, quindi ideali anche da pucciare nel latte caldo.
Non ricordo se ve l'ho già detto, ma io ho l'abitudine di conservare i miei dolci in un contenitore che ha un'apertura regolabile sul coperchio e soprattutto i primi tre  giorni la lascio sempre aperta a metà.
Anche se non sempre ne teniamo conto, qualsiasi prodotto dolciario anche asciutto come dei biscotti e che è fatto in casa, quindi senza conservanti e addittivi come quelli industriali, conserva una sua umidità e quando li si vuole mantenere più a lungo è essenziale lasciare "libero di respirare" il prodotto, quindi non chiuderlo del tutto.
Detto questo...e ho blaterato già troppo, l'ultima cosa che devo aggiungere è che va tenuto conto che c'è l'arrow root e la farina di chufa . Se trovate difficile reperirle(online si trovano molto facilmente) potete provare a sostituirle.
Basta tenere conto che l'arrow root è una fecola alimentare di cui vi spiegavo in questo apposito post ●  (e di cui trovate altre ricette in cui la uso Cliccando qui ● ) e proprio volendo potete quindi sostituire quei 10 grammi con altre fecole.
Per la farina di chufa la sua consistenza e sapore è pari a nocciole tostate ridotte in polvere e quindi potete appunto ridurre delle nocciole in polvere o usare farina di mandorle. Della farina di chufa ve ne parlavo in questi post ●
Ecco la ricetta:

Sghembi alla chufa e  succo di agave,  con farine naturali,  gluten free, a basso contenuto di nichel


220 gr farina di riso, 20 gr fecola di patate,10 gr arrow root, 50 gr farina di chufa, 30 gr farina di sorgo, 2 uova, 20 ml di succo di agave, 80 gr di burro senza lattosio,  8 gr bicarbonato,  succo limone un cucchiaio, 1 cucchiaio panna da cucina, buccia limone essiccata, sale.
Sbatto lo zucchero con le uova e il burro in pezzettini, aggiungo un pizzico di sale e succo e scorza di limone. Miscelo a parte le farine, bicarbonato. Poi unisco le polveri al composto con le uova.
Formo con il panetto, lo divido in tre parti uguali e da ogni parte arrotolandola ottengo dei filoncini lunghi e rotondi che poi li appiattisco un pochino, molto leggermente.
Li dispongo su una teglia rivestita di carta forno e cuocio  a 180° per 15-20 minuti. Sforno, li taglio piano e delicatamente in trasversale e rinforno per 5-7 minuti.

Alla prossima e buon inizio settimana 😉


giovedì 3 maggio 2018

Yogurt...ed arrivò il giorno che...

Info dal web:     

"Lo yogurt è un derivato del latte attraverso un processo di fermentazione innescato da fermenti lattici. Nel corso della fermentazione i batteri crescono e si moltiplicano utilizzando come fonte di energia il lattosio che diventa acido lattico. Quindi, pur essendo un latticino, contiene  percentuali di lattosio veramente esigue e può essere consumato anche da chi è intollerante a questa sostanza. " 


Sono anni, anni e anni che avevo smesso di comprare il classico yogurt alla frutta per nulla genuini e le poche volte che lo acquistavo preferivo prenderlo bianco per consumarlo con frutta fresca. Poi negli ultimi anni ero passata allo yogurt greco bianco, con anche la preferenza di mio marito e non lo abbiamo più cambiato. Da parecchio però avevo in testa di prendere a farmelo in casa, ma desideravo provarci con una yogurtiera. Ci si trovava a vederne di quasi nuove al negozio dell'usato, io su siti di baratto e ovunque in vendita. Ma io non mi decidevo, mio marito restava ben più titubante di me. Poi... 

Lo scorso weekend in un giro a una fiera toscana abbiamo fatto un giro anche al Carrefour e appena entrati ci si è parata avanti  una yogurtiera, una Moulinex Yogurteo (con tanro di timer e 7 vasetti da 160 ml ciascuno) che,  forse perchè rimasti pochi pezzi, avevano messo in superofferta. Mio marito c'è girato attorno, rigirato, guardato su internet modello, prezzo pieno, stelline delle recensioni su Amazon... ma io avevo già detto "facciamo il nostro giro, ma dopo torniamo qui a prenderla". E questo nonostante io pensi che il risparmio non è guadagno, che se una cosa la mettono in offerta spesso qualcosa di non conforme avrà.  Ma quand'è così che stiamo mesi e mesi a ponderare senza concludere, uno dei due deve scavicollarsi nell'incoscienza e buttarcisi o non ne veniamo mai a capo.  Ed è così  che è arrivato il momento anche in questa cucina di autoprodursi lo yogurt. 

Devo dire che mi è riuscito bene al primo colpo. Vero che mi son letta tipo una 30ina di pagine di recensioni e suggerimenti,  ma poi ho deciso di fare una cosa su cui non ero riuscita a trovare info, ossia se si potesse fare yogurt usando latte senza lattosio. Mi dicevo che stavo rischiando perchè se, come letto,  i batteri l'energia per fermentare la prendono dal lattosio, io li stavo mettendo a fare la fame. E ovviamente dovevo improvvisare anche la decisione di quante ore impostare. Le istruzioni davano massime quindici ore per yogurt estremamente densi. Le recensioni parlavano di dieci e dodici ore. Io non so perchè ma ho sentito di doverne mettere solo nove. 

Mi dicevo che ero matta e mi aspettavo di ritrovarmi latte ancora liquido e col sapore di solo latte. Invece finite le nove ore e messo le 6 ore in frigo come da istruzioni... sia io che mio marito ci siamo gustati soddisfattissimi il nostro vasetto. Quelli successivi nei giorni seguenti ce li siamo pappati con la frutta,  qualcuno l'ho usato per farmi il dolce da colazione e uno doveva rimanere per continuare la produzione. 

La prima volta ho usato latte Granarolo intero senza lattosio e yogurt greco Fage intero. È riuscito uno yogurt ben denso e vedete nella foto su,  che il cucchiaino nel vasetto non affondava facilmente da solo.

Ierisera ho avviato la seconda produzione con lo stesso yogurt prodotto, ma latte Granarolo parzialmente scremato. E per questo ho impostato il timer un'ora in più, portandolo a 10 invece che 9. In pratica come ci si poteva aspettare da me, sto sperimentando. E ovvio cambierò marca di latte oltre che tipo perchè non tutti i latte sono uguali e ce ne sono alcuni che non rendono affatto come ho letto dalle recensioni , ma peccato che solo qualcuno facesse nomi. Oggi ho messo già nel carrello online un latte di montagna di una piccola azienda svizzera e vedremo i risultati con le successive produzioni. 

Sia da info web che recensioni ho letto che gli esperimenti andrebbero fatti solo dopo un po' quando si avrà una colonia di microrganismi abbastanza forte da sopportare i cambiamenti. E si, magari devo calmarmi e procedere un po'di volte con lo stesso latte. Eh, l'euforia!!!

Quello che ho subito visto è che non occorre zucchero, non va messo prima, ma neanche dopo che si potrebbe ce n'è stato bisogno. Anzi il suo sapore di yogurt è molto più percepibile senza!

In programma c'è sperimentare yogurt con latte misto, (vegetale e parzialmente scremato, intero e vegetale, intero e parzialm. scremato), latte di pecora, di capra e poi vedremo. 

Oggi giusto perchè ho il mio corso  e a merenda rientrerò affamata, rientrando mi servirò qualcosa di più energetico, condendo il primo vasetto della seconda produzione
con un filo della mia composta di fragole autoprodotta che avevate letto In questo post"Fragole in composta o composta di fragole..." ● 

E dopo lo yogurt? Beh, l'idea di autoprodurmi ricotta e formaggi stanno già vorticandomi dentro, ovvio no? 😂

Buon giovedì mondo!


lunedì 30 aprile 2018

Muffins zenzero e arancia, con sciroppo e olio di riso, senza albume, gluten free, a basso contenuto di nichel

Oibò...settimana già finita e pure questo mese! Vola troppo veloce il tempo... e quest'annata. Speriamo rallenti prossimamente.
Vabbè che non mi basterebbe comunque... continuo a sognare un pianeta dove le giornate sono di 72 ore.

Blateramenti a parte, questa settimana non avevo tutta 'sta voglia di mettere le mani in pasta e ho buttato lì nella ciotola due cosine...impastato neanche tanto...eppure voilà ... ecco dei muffins.
Versando l'impasto ho notato che non era fluidi come doveva essere per dei muffins,  ma ho voluto lasciar stare per vedere come venivano. E l'inconveniente (se così volete chiamarlo) è stato che si sono formate delle alveolature non uniformi, ma mi è stato bene così perchè al palato si avvertiva una consistenza più leggera.
Erano così ...così nuvoleggianti...molto friabili  appena sfornati che me li sarei pappati tutti.
L'unico viziaccio che devo togliermi quando uso gli stampi dei muffin ( ho usato stampi di silicone)è di riempirli troppo come si vede da questa foto appena sfornati e ancora non capovolti.
Praticamente quel buco potrei riempirlo di marmellata perchè è tappato sul fondo 😂
Ho usato la mia miscela per biscotti che trovate Cliccando qui ●  (o anche aprendo la scheda apposita appena sopra "Le mie miscele" )
Passiamo alla ricetta che è meglio!


Muffins zenzero e arancia, con sciroppo e olio di riso, senza albume,
 gluten free, a basso contenuto di nichel

Per 13-15 muffin (stampi di 7x 3,5cm)
180 miscela mia per biscotti, 20 gr farina di chufa, 75 sciroppo di riso, 1 tuorlo, 1 cucchiaio yogurt bianco greco, scorza di limone, 50 ml di olio di riso, a piacere polvere di zenzero, 30 ml succo di arancia e zenzero, mezzo cucchiaino raso di bicarbonato.
Miscelo bene tutte le polveri e metto al centro gli altri ingredienti. Lavoro bene  e distribuisco poco per volta tutto l'impasto negli stampi aiutandomi con due cucchiaini. Cuocio in forno preriscaldato a 180 per 25min.
Sfornati potete spolverarli di zucchero, glassa o cioccolata a filo...  o come preferisco io papparveli naturali!
Alla prossima... e buona settimana 😉😘


domenica 22 aprile 2018

Biscotti ricotta e miele gluten free, a basso contenuto di nichel

Dieci giorni... sono passati dieci giorni dalla mia ultima ricetta, ma in realtà ormai non smetto mai di stare con le mani in pasta.
Purtroppo non sempre ho il tempo e contemporaneamente la voglia di mettermi a scrivere, ma anche quando rimando in effetti ho pronte nel mio blocco note almeno tre ricette da postare. Delle volte riesco a sfruttare l'opzione programmazione del blog... delle volte appunto!

Questi giorni son volati ed io mi sto applicando a una cosina che non voglio nè posso svelare prima di essere certa che andrà a buon fine, ma se state leggendo mandatemi energia positiva e incrociate le dita per me.
L'ho a lungo desiderato, ma non mi sentivo pronta, nonostante sapessi che al 99% dovrebbe migliorarmi la vita soprattutto in cucina. Comunque anche solo applicarsi a un progetto a lungo termine, poter applicare parte di quanto si è imparato per altri motivi, capire che una cosa tanto temuta può davvero tanto aiutarti quando finalmente ti decidi a provarci...ecco già solo l'inizio del progetto ti insegna e trasmette tanto.
Ma beh, non potendo dire di più, lascio da parte questo alone di mistero e passiamo alla ricetta.

Ancora una volta ho fatto dei biscotti d'impasto al cucchiaio. Chiaro ormai che siano i miei preferiti quelli da distribuire sulla teglia col cucchiaio. Poi diciamocelo, nella sperimentazione, spesso se ti esce un impasto della consistenza che non volevi, ossia troppo denso o appiccicoso, basta un po' di latte o succo e si può renderlo adatto a farne biscotti morbidi, che appunto distribuisci a cucchiaiate e voilà!
Ho usato ricotta di pecora che mi piace e nei dolci finora l'ho usata poco, ma dopo il buon sapore di questi biscotti mi sono ripromessa di farlo più spesso.
L'unica accortenza che dovrò avere sarà di farlo affiancandole come grassi non burro ma olio,  per evitare di mischiare proteine diverse (dato che i burri di pecora non li ho mai trovati).
E devo provare anche a rifarli usando burro, ma quindi accostando ricotta vaccina.

Ho usato la mia miscela per frolla che trovate cliccando sulla seguente scritta "Le mie miscele"  (o sulla pagina apposita proprio qui sopra al post nelle varie schede fisse)    e che ho già appurato più volte essere molto versatile,  anche se la definizione lascerebbe intendere vada bene per impasti da stendere e tagliare con le formine.
In effetti, dopo aver fatto questo biscotti, ho usato stesse dosi per provare a fare biscotti da formine e la cosa è riuscita cambiando le dosi di  un solo ingrediente... quale? Lo scoprirete in qualche successiva ricetta ;)
Non saprei dirvi quanto possono mantenersi oltre i due giorni e mezzo, perchè una dozzina di biscotti che mi son riusciti, mi son durati questo tempo. Comunque se li conservate di più lasciateli in un contenitore un po' aperto, meglio se l'apertura è in alto , sul coperchio. Meglio ritrovarli ben secchi che ammuffiti.
Ricordiamoci di valutare prima e sempre l'aspetto, la consistenza e l'odore di quello che ci si accinge a mangiare.
Per ora potete provate questi e magari sappiatemi dire che ne pensate.


Biscotti ricotta e miele gluten free,a basso contenuto di nichel

255 gr di Miscela mia frollina, 55 miele, 120 ricotta di pecora, 1 uovo, 1 tuorlo, 70ml olio di riso, 6 gr di bicarbonato

Metto a bagnomaria in una tazza capiente il miele e appena inizia a liquefarsi, spengo e  rimescolo con un cucchiaio di legno.
Mentre raffredda mescolo farina e bicarbonato.
Nella tazza mescolo il miele  con la ricotta, l'olio, il tuorlo e l'uovo intero. Quindi li verso al centro delle polveri e lavoro bene l'impasto.
Fodero una teglia con carta forno bagnata e strizzata.
Procedo distribuendo l'impasto poco per volta a cucchiaiate ben distanziate.
Cerco di far scendere in un solo punto la porzione di modo che il biscotto resti di forma semirotonda, quindi sul finire del colare seguo il perimetro circolare.
Cuocio 25 minuti a 170° e 5 minuti a 180°.
A fine cottura  li capovolgo sulla stessa teglia e lascio raffreddare in forno con lo sportello semiaperto.

mercoledì 11 aprile 2018

Ciambella con farina di chufa, burro ghee, miele di arancio e zenzero, gluten free, a basso contenuto di nichel, senza latte e lievito.

Un' altra settimana  sta per finire.
Anche stamane ho fatto colazione con qualche fetta di un mio dolce elaborato in questi giorni.
Sto sperimentando sia la mia miscela per piccoli dolci che i nuovi ingredienti scoperti, come la farina di chufa.
Stavolta ho provato a inserire  il terapeutico burro ghee, al posto di burro normale o olio.
Non so per certo quanto sia usato nella cucina italiana, ma so che le sue qualità non sono conosciute a sufficenza.
Fra tutti i grassi usati per cucinare, è un ottimo grasso poichè tiene bene le alte temperature rispetto al burro per esempio. Infatti ha un punto di fumo che si aggira fra i 190° e i 200°C, mentre per il  burro  è sui 176.6°C.
Il burro ghee è privo di acidi grassi trans nocivi che portano all'obesità ed ha grassi saturi a catena corta (come l’acido butirrico), ossia quel tipo di grassi che vengono convertiti in energia in maniera immediata dal fegato e non possono essere immagazzinati.
Il suo coefficiente di digeribilità è del 96%, il più elevato fra tutti gli oli e i grassi testati.
Inoltre ha un rapporto ideale tra Omega-6 e Omega-3 grassi essenziali ed è ricco di sostanze utili per l’organismo, come l'acido linoleico e le vitamine A-E-D e K, vitamine liposolubili, ossia che per entrare nel sangue devono essere digerite assieme ad altre molecole di grasso.
Usato da grandi civiltà da tempo immemorabile, è uno degli ingredienti  base nella medicina Ayurvedica e nella cultura indiana. In India è molto più basso il tasso di morte per malattie cardiovascolari. Per questo la medicina moderna ha cominciato a studiarlo ed ha già avuto conferma di molti benefici attribuiti al ghee.
Insomma direi che è il caso di imparare ad usarlo, se non altro per alternarlo ai soliti grassi cui siamo abituati. Ma ricordatevi che una volta aperto non va messo in frigo, ma tenuto in posto fresco e buio( ovviamente parlo del vero ghee e non di quello industriale, da supermercato, che trovate in frigo e sarete costretti a tenere a vostra volta in frigo).

In questa ricetta ho inserito lo zenzero candito senza zucchero. Lo trovo al mercato ortofrutticolo giornaliero di città, dal mercante di cereali e frutta secca. Prima lo prendevo a dadini ma mi son resa conto che è molto meglio a listarelle, sia perchè rende di più consumandolo anche semplice, un pezzettino di massimo 4 grammi dopo pranzo, che usandolo nei dolci. E  poi vado meglio a sminuzzarlo.
Ormai per dolcificare io preferisco il più delle volte il miele che, come vedete sempre  dai miei dolci, conferisce un colorito ambrato. Ma nulla vi vieta di sostituirgli altri tipi di zucchero. E volendo anche alla chufa potete sostituire delle nocciole ridotte in polvere.
Di base ho usato la mia personale miscela per dolci lievitati che
trovate Cliccando qui ●
Passo quindi alla ricetta.


Ciambella con farina di chufa, burro ghee, miele di arancio e zenzero, gluten free, a basso contenuto di nichel, senza latte e lievito.

200 gr  della mia miscela per piccoli dolci, 35gr farina di riso, 20 gr chufa, 60ml di latte vegetale di riso, 60 gr miele di arancio, 50gr burro ghee, 2 uova medie, una decina di pezzi di zenzero candito senza zucchero, succo e scorza grattuggiata di mezzo limone non trattato, 6 grammi di bicarbonato.

In una ciotola di vetro mescolo le polveri col bicarbonato.
In un pentolino con sopra al fornello lo spargifiamma, metto a scaldare a fiamma molto bassa il latte con lo zenzero candito spezzettato.
Appena intiepidito aggiungo il miele, rimestando  finchè sia sciolto. Spengo rimescolo ancora qualche minuto e aggiungo il burro ghee, continuando a mescolare.
Quando è tutto sciolto e raffreddato, aggiungo il succo del limone e  verso al centro delle polveri, aggiungo le uova e inizio ad amalgamare con la forchetta incorporando poco per volta le farine.
Il composto risulterà come una crema ben densa.
Lo distribuisco in uno stampo basso a ciambella e inforno a 180° per 30 minuti con la teglia posizionata a livello mediobasso e poi altri 10 alzandola un po'.
Faccio la prova stecchino, sforno e voilà... dolce servito😋
Volendo potete guarnirlo con una glassa all'arancia, colargli su del cioccolato fuso o spolverarlo di semplice zucchero a velo.
Io... e lo avrete ormai capito in tutte le mie foto, preferisco la semplicità e il gusto diretto 😉

mercoledì 4 aprile 2018

Dolce mango, limone e yogurt, senza uova, gluten free, a basso contenuto di nichel

Quando mi viene voglia di caramelle o dolce dò un morsettino alla frutta candita che compro a listarelle per metterla a pezzettini nei dolci o mangio frutta essiccata.
Scorsa settimana ho essiccato le fragole, oltre mele verdi, gialle, banana, zucca e provato con l'arancia ma ci vuole troppo e ho preferito acquistarla al mercato assieme allo lo zenzero.
Alla fiera di San Giuseppe che si tiene qui il 19 marzo, ho preso listarelle di mango e melone visto che ora in reintroduzione posso e riesco a mangiarli. Tutti senza zucchero sopra.
E con questa mia piccola scorta ho deciso di sperimentare altri dolci.
 

Fanno più di una caramella sia negli impasti a cui danno gusto oltre che dolcezza ed è bello sentire la diversità di consistenza, sia mangiati così, centellinando le porzioni ovvio o vi verrà il diabete in una setrimana 😅
Quando faccio dei dolci, metto a bagnomaria latte, miele e semi di vaniglia e ce li aggiungo a pezzettini. Poi tutto nell'impasto con gli altri ingredienti della ricetta, come leggerete di seguito con questa seguente .
Stavolta aggiungendo la scorza di limone non l'ho grattuggiata come sempre faccio, nè ho 9 messo quella essiccata, perchè volevo proprio anche sentirne i pezzetti assaporando la mia fetta. Ho pelato il limone fresco e l'ho tagliuzzata aggiungendola al latte e miele da scaldare perchè cedesse la sua essenza.   E devo dire che profumo e sapore erano in effetti più evidenti. Sicuramente sarà una cosa che rifarò ogni volta che mi ritroverò i limoni freschi, non trattati ovviamente.
Altra novità,  di cui vi parlerò per esteso nel post della prossima ricetta, è che ho usato il burro ghee, un altro ottimo e sano alimento. Comunque credo che potrete sostituire benissimo burro senza lattosio.

Dolce mango, limone e yogurt, senza uova, gluten free e a basso contenuto di nichel

215 gr della mia miscela per piccoli dolci ( Clicca qui ● ) , 6 gr bicarbonato, 55 miele millefiori, 140gr yogurt, 35 gr burro ghee, 3-4 fette mango candito, scorza limone, 1 tazzina latte riso, 60 purea di mela grattuggiata 

Mescolo farina e bicarbonato.
Metto a bagnomaria il burro col miele, la scorza di limone e, ridotte a  pezzettini, le fette di mango candito.
A parte mescolo yogurt, il latte, la purea di mela e ci verso il composto burro e miele raffreddato. Amalgamo bene e aggiungo poco per volta le polveri.

Lavoro bene con la frusta e verso in stampo basso di silicone, a ciambella.
Cuocio a 190° per 30 minuti e a 180° per  altri 15 minuti . Alla fine sarà ben brunito sopra ma rovesciato avrà il suo colore ambrato.

Quando voglio tenere un dolce per più giorni, lo affetto appena tiepido di modo che evapori maggior parte dell'umidità interna. E lo conservo in un recipiente NON ben chiuso. Si, magari si seccherà un po' , ma mi sta bene dato che prevalentemente mi faccio dolci per colazione o merenda e quindi associo sempre una bevanda, che sia succo di frutto, tisana o latte vegetale.
Alla prossima :)


venerdì 23 marzo 2018

Mezzi grissini al formaggio, gluten free, a basso contenuto di nichel

Uno di questi appena trascorsi pomeriggi, mentre mi saliva voglia di qualcosa di salato pensavo alla mia ciambella salata ( La ricetta la trovi qui ● ). Ma di solito va bene per pranzo e mi avanza anche per cena,  non come stuzzichino.
Memore di un fallimento con crackers la cui ricetta avevo letto su Fb, tentennavo a mettermi a sperimentare ma alla fine l'ho fatto.
Male che fosse andata, avrei ottenuto un prodotto per farmi altro pangrattato.
Il risultato sono stati dei mezzi grissini che non sono durati più di mezza giornata. E il giorno dopo ho dovuto rifarli per la famiglia, ma avevo la crescenza e sono venuti buoni uguale.
Per curiosità  ho lasciato giusto un superstite per vedere come si fosse mantenuto il giorno dopo. Come immaginavo diventano morbidi e vanno fatti ripassare al forno...poco male!
D'altra parte questi sono stuzzichini da farsi al momento, ma del tipo che, l'avrete capito, se siete in compagnia  potrebbero sparire in frettissima. Fatene in abbondanza.
Ecco quindi la ricetta.

Mezzi grissini al formaggio, gluten free e a basso contenuto di nichel

Ingredienti
100 gr di farina di riso, 50 gr di fecola di patate, 5 gr farina d ceci, 5 gr di arrowroot, 4 gr di lievito secco granulare senza glutine, pangrattato di riso o homemade, paprika dolce, rosmarino in polvere (facoltativo e non in detox per nichel), aglio in polvere, 60 gr di stracchino senza lattosio, 2 cucchiai di olio d'oliva extra vergine, 2 cucchiai di parmigiano stagionato 36 mesi, 2 cucchiai di latte di riso e 2 cucchiai di acqua, sale.

Mescolo in una terrina le farine e il lievito granulare.
In un' altra ciotola metto lo stracchino, il sale, l' olio, il parmiggiano e i due cucchiai d'acqua e latte, una spolverata di rosmarino, paprika e aglio in polvere. Schiaccio bene il formaggio e amalgamo col resto. Poi aggiungo le polveri.
Mescolo con le mani fino ad avere un panetto liscio ed omogeneo.
L'impasto risulterà morbido, quasi non appiccicoso e facilmente lavorabile a mani nude.
Lo  riduco in porzioni di 16-18 grammi che poi appallottolo e facendo roteare fra le mani ogni pallina, formo dei mezzi grissini.
In un piattino metto un cucchiaino di parmiggiano e 2 di pangrattato, mescolo bene e ripasso ciascun grissino nel piattino. Li ripongo sulla teglia ricoperta di carta forno(NON preriscaldato), lascio giusto 10 minuti e poi cuocio in forno a 180° per 20 minuti a medio livello e 5 minuti spostando la teglia più su.
Ma ovviamente regolatevi conoscendo ognuno il suo forno ;)
Alla prossima...

mercoledì 21 marzo 2018

Fragole in composta o composta di fragole.

Oggi parliamo di composte visto che ne ho appena fatta una e proprio con le prime fragole  comparse. Avete letto composta e non marmellata sì.
Generalmente siamo abituati più a sommare le conserve di frutta sotto la parola marmellata, ma non è corretto tecnicamente parlando.
Secondo la normativa italiana bisogna fare differenze fra marmellate, confetture e composte.
Principalmente si applica un parametro legato al contenuto in zuccheri .
Per parlare di marmellata o confettura, gli zuccheri aggiunti dovrebbero essere non inferiori al 60% e in alcuni casi  possono essere ridotti al 45%.
Se tale requisito non viene soddisfatto, e quindi gli zuccheri utilizzati sono meno, si parla normalmente di composta.
Quindi tenete presente che se comprandone trovate in etichetta la dicitura "composta di frutta", vi trovate davanti a un prodotto con insufficiente contenuto di zuccheri per essere chiamato marmellata o confettura.
Il contenuto di zuccheri ne determina anche il tempo di durata della conservazione.

Quando ne faccio, mi premunisco di conservare vasetti piccoli e media grandezza essendo la sola a consumarne in famiglia , ma soprattutto perchè essendo una conserva con meno zucchero della classica ricetta, i vasetti una volta aperti vanno consumati in pochi giorni.
Per lo stesso motivo, se i vasetti non vengono aperti si mantengono solo per 3-4 mesi al massimo.
Ma tanto a 4 mesi le mie composte non ci arrivano, anche perchè le consumo pure per le crostate che mi faccio.
E sì, io non compro vasetti nuovi ma adopero quelli di miele e prodotti vari acquistati in vetro (e sono 20 anni che faccio così) che aperti e svuotati riutilizzo solo per queste conserve. Nel senso che non li metto nello stipo usandoli per conservare quotidianamente la rimanenza di sugo per il giorno dopo o piuttosto che il brodo avanzato o altro. Semplicemente aperti e svuotati ogni vasetto,  vado a ripulirli di etichette e colla sottostante con tanto di olio di gomito.
Poi passo a  sterilizzarli mettendoli in un pentolone di acqua fredda con strofinacci che attutiscano gli urti, porto a ebollizzione e lascio 30 minuti.
Quindi li tengo pronti in buste per alimenti  chiuse.
Al momento di fare le composte li sterilizzo una seconda volta in forno mettendo solo i vasetti per 10 minuti a 100° (massimo 120°) e quando la temperatura scende un po' ,  aggiungo nel forno  i coperchi .

Passiamo quindi alla ricetta della mia composta di fragole.

1 kg di fragole mature, 2 mele,  1 limone, 250gr di zucchero, 4 cucchiai di acqua, vasetti in vetro sterilizzati

Lavo le mele e spremo il limone. Metto le fragole a bagno giusto 5 minuti, poi le lavo ciascuna sotto l’acqua corrente sfregandole un po' con le dita e tolgo il picciolo.
In una pentola di ceramica a bordi alti metto il succo del limone e la frutta tagliata a cubetti . Alle mele NON tolgo la buccia poichè contiene pectina che funge da gelificante.
Aggiungo l’acqua e lo zucchero , mescolo bene e lascio fermentare un' ora.
Poi col minipimer a immersione do' qualche colpo  frullando poco. Pongo la pentola sul fornello con 2 retine spargifiamma e metto quindi a cuocere a fuoco moderato per circa 30-40 minuti, mescolando spesso con un cucchiaio di legno.

Per vedere se la marmellata è pronta, ne metto un po’ su un piattino: se si rapprende subito, va bene. Altrimenti lascio cuocere un altro po'.
La tolgo e verso ancora bollente nei vasetti di vetro. Chiudo con il coperchio e lascio riposare capovolti per un’ intera giornata con sopra una coperta.

Lascio i vasetti in un posto buio e fresco e inizio a consumarli dopo una decina di giorni.

Se preferite una marmellata liscia ed omogenea, potete frullarla bene, eliminando anche i pezzi di frutta più grandi.
E potete aromatizzarla tutta o solo qualche porzione con polvere di cannella, zenzero o altro. Io ho potuto scegliere solo lo zenzero data la mia allergia al nichel (purtroppo la mia amata cannella me la devo dimenticare) e ne ho messo giusto in un solo vasetto.
Come faccio per aromatizzarne qualche vasetto?
Appena tolta dal fuoco la composta, ho versato in una tazza (sterilizzata anch'essa) la quantità giusta per un vasetto e ci ho versato la polvere di zenzero, un mezzo cucchiaino. Una leggera mescolata e invasettato. Semplice !
Ovviamente sarà il primo vasetto che andrò a consumare 😋😆

lunedì 19 marzo 2018

Biscotti con ginger, farina di chufa e semi di zucca, senza burro e latte e senza albumi, gluten free , a basso contenuto di nichel

Oggi mentre il web vi invade di ricette di zeppole di San Giuseppe, io son qui con una nuova ricetta di biscotti.
Per la verità non le ho mai fatte le zeppole, come tante altre cose di uso tradizionale. Sarà perchè non amo festeggioare quasi nulla o anche perchè proprio non sono portata per le tradizioni.
Si capisce  però che sono patita per i biscotti!
La verità è che vanno bene per colazione, merenda, spuntino, sglutinati e non, nichelini e non, sgalattosati e non ... quindi anche da offrire a chiunque capiti per casa... durano più  che un plumcake o una torta e si mantengono meglio.

Per questa ricetta, al fine di ottenere un impasto non compatto, da poter distribuire sulla teglia a cucchiaiate, ho provato a usare in parte una dose di  miscela  frollina che mi sono creata e di cui avevo parlato in questo scorso post Clicca qui
Ho inoltre provato a inserire pochi grammi di semi di zucca che da mesi avevo tolto dalla mia dieta in fase detox per il nichel. Preciso che col nichel nessun seme è ammesso neanche in reintroduzione, quindi questa è stata una mia scelta. La ricetta può essere conunque fatta senza i semi di zucca.
E giusto per dare un senso di nocciola ho messo anche pochi grammi di farina di chufa di cui ho parlato in questo post Clicca qui
Sia la quantità di chufa che semi di zucca e lo zenzero, possono essere facilmente aumentati a piacere se non avete problemi ei intolleranze, allergie o altro. Ovviamente aumentando la farina di chufa si andrà a diminuire quella di riso.
Passo quindi alla ricetta.


Biscotti con ginger, farina di chufa e semi di zucca, senza burro e latte e senza albumi, gluten free, a basso contenuto di nichel

85 gr miscela frollina, 200 gr f. Riso, 5 gr chufa, 60 ml olio, 70- 80 gr sciroppo di riso, 1 tuorlo, mezzo cucchiaino bicarbonato, succo di mezzo limone, poco meno di mezzo bicchiere di latte di riso, semi di zucca e pezzi di zenzero candito non zuccherato, entrambi ben sminuzzati col coltello.

In una capiente ciotola di vetro mescolo bene le farine e bicarbonato. Al centro aggiungo gli altri ingredienti e li lavoro con la forchetta.
Poi porziono l' impasto ottenuto a cucchiaiate sulla teglia foderata di carta forno.
Cuocio a 180° per 15 minuti livello mediobasso e poi 10 spostando la teglia metà forno.

Continuando sulla scia dei biscotti semplici e veloci ;)
Alla prossima ricetta... e buona festa a tutti i papà del mondo... il mio compreso, ovunque sia lassù 💕💜💕

giovedì 15 marzo 2018

Riso basmati con mela e indivia belga, gluten free e a basso contenuto di nichel

Se ripenso a come ho formato la mia capacità di cuoca casalinga, devo ammettere che hanno prevalso due metodi. Il primo quello di riprodurre le solite pietanze mangiate e imparate in famiglia, che significava abitudine, sicurezza e anche un po' la noia di far sempre le stesse cose. Il secondo che è proprio l'opposto , ossia "riduciti all'ultimo, apri il frigo e... componi".
Anni fa deve essere tutto iniziato in una di quelle settimane in cui col marito via per lavoro e il tempaccio invernale, mi impigrivo e rimandavo ad uscire per rimpinguare il frigo. Beh, da novella sposina in una città non mia, senza conoscenze e amici,  ci stava.
E ricordo  che quasi sempre in quei frangenti aprivo il frigo con sentimenti non piacevoli.
Un misto di disperazione, autorimprovero e svilimento. A completare la paura di fare qualche obrobrio immangiabile,  me lo  faceva richiudere spesso, optando per il solito salatino con fettine di parmiggiano o una frittata.
Però  quando mi ci buttavo negli esperimenti qualcosa usciva e così pian piano in qualche annetto, vedendo che me la cavavo in questi frangenti, mi si sono attivati ben altri sentimenti... come la voglia di sperimentare sempre qualcosina di diverso, vedere dove finivo, divertimento, soddisfazione di scoprire e alimentare un forse congenito istinto culinario proprio delle donne.
Lo stesso istinto senza cui altrimenti non mi sarei spiegata come mai alcune che fino al matrimonio o convivenza non muovono mai un dito ai fornelli nella famiglia d'origine, poi diventavano di colpo capacissime o più che brave.

E così una di queste mattine, nella solita giornataccia invernale di pioggia e vento, desisto dall'andare a fare spesa e apro il frigo determinata ad arrivare da qualche parte.
Apro e vedo fra altre poche cose non adatte per fare un primo:
1 ciuffo di indivia belga, della ricotta salata, 1/4 di mela golden avvolta nella pellicola dal pomeriggio prima e 1 zucchina.
Il 90% di me fino a quel giorno non ha mai considerato la frutta come componente in un primo o secondo piatto.
Di fianco al frigo ho il cestino con cipolle e patate e company e per me erano restate soli e sconsolati un piccolo scalogno e una patata dolce bianca, di quelle lunghe.
Altri due attimi ... inizia la danza e mi lascio condurre per approdare a quello con cui ho intitolato questo post: riso basmati con mela e indivia belga.

In padella metto 2 cucchiai di olio extravergine, una spolverata di aglio e paprika dolce, lo scalogno affettato. Poi lavo e faccio a dadini la zucchina e la mela con tutta la buccia e con la  grattuggia a fori grossi "sbrandellizzo" la patata dolce.
Aggiungo in padella il tutto con un filo d'acqua, accendo e lascio andare 10 minuti coperto, fiamma media.
Intanto seziono in 4/4 l' indivia belga e la lavo così, poi togliendo la parte centrale che di solito è quella più amara, affetto i cespi a listarelle.
Quindi li pongo nella padella, salando il tutto.
Altri 10 minuti che si appassisca la verdura e si formi un sughetto più denso ed ecco fatto  quello che volevo: un condimento per il mio riso basmati.
 
Lo assaggio fiduciosa e... mmm... il dolce si sente giusto un po' di più. Allora aggiungo della ricotta salata,  un pizzico di peperoncino e voilà!

lunedì 12 marzo 2018

Biscotti semplici, senza latte, senza burro, gluten free e a basso contenuto di nichel

E rieccoci con le giornate che si stanno finalmente allungando, la gran voglia di primavera preanunciata dal ritorno di alcuni volatili e piante come la mia echeveria che iniziano a rifar fiori.

Queste settimane di assenza dal blog ho sperimentato troppo, tanto che ho annotato molte ricette e dimenticato di fare alcune foto prima che i dolci finissero... capirai.. due giorni e sono spariti!
Così mi ritocca rifarli per fargli fare la sfilata davanti al mio obiettivo e potervene postare ricetta.

Oggi condivido quella dei biscotti semplici che si è slurpato anche mio marito. Sembra ormai che quando gli faccio i glutinosi, li apprezzi sempre meno dei miei.
Una novità è che mi son creata una nuova miscela di farine fatta per usarla per biscotti frolli, che ho denominato nei miei file appunto "frollina". Ma vi preannuncio che  l'ho provata anche diversamente ed è molto versatile anche per impasti semicremosi, come vedrete dai prossimi post.
Passo quindi alla ricetta... anzi alle ricette, visto che con la mia miscela potrete sperimentare anche voi  e magari fatemi sapere cosa riuscite a farne saltar fuori ;)

Miscela frollina :
120 tapioca, 30 arrow root, 80 amido di riso, 60 gr fecola di patate, 220 farina di riso.
Biscotti semplici, senza latte, senza burro, gluten free e a basso contenuto di nichel :

250 della suddetta miscela  frollina, 1 uovo e 1 tuorlo, 80gr zucchero, 75 ml olio di riso,  succo di 1/4 di limone, bicarbonato.

Mescolo il bicarbonato alla dose  di 250 gr della miscela di farine e poi verso al centro tutti gli ingredienti, lavorandoli con la forchetta prima su se stessi e poi incorporando dai contorni la farina.
Lavoro rapidamente con le dita, a ottenere un impasto omogeneo che lascio riposare 20 minuti coperto da pellicola . Poi lo  stendo fra due fogli di carta forno e ne ricavo dei biscotti con le  formine. Sollevandole ciascuna con palettina di plastica , li adagio sulla teglia foderata di carta forno.
Senza preriscaldare il forno, li cuocio a 170° per 25 minuti.
Regolatevi poi col vostro forno se 5 minuti in meno o in più, prelevandone uno e spezzandolo oppure sollevandolo e guardando se sotto è brunito.

Direi che sono semplici e rapidi da farsi.
Alla prossima ;)

giovedì 22 febbraio 2018

Biscotti con chufa e miele di arancio, con olio e solo tuorli, senza latte, gluten free e a basso contenuto di nichel

Rieccomi con la ricetta dei biscotti che mi sono fatta per colazione ultimamente.
Sto apprezzando sempre più  questa buona abitudine di farli al mattino presto,  col calore del forno a cullare la casa infreddolita e il corpo che s'intirizzisce uscendo dalle coperte.

Dopo la  new entry nella mia dispensa dell'arrowroot,  scopro la farina di chufa, altro alimento prezioso, conosciuto fin dall'antico Egitto la cui diffusione e usi sono andati perdendosi nel tempo.
Definita dagli esperti alimento completo dal punto di vista nutrizionale,  è in grado di apportare all’organismo tutti i macro e micronutrienti importanti .
I tuberi di chufa sono coltivati in agricoltura biologica e vengono trasformati in una farina di particolare valore senza additivi.
Recentemente ha ottenuto la denominazione di origine a tutela della sua qualità, diventando così l'ngrediente base di una bevanda molto famosa, specie in Spagna.
I tuberi di chufa conosciuti nel nostro paese come babbagigi, mandorla di terra o anche zigoli dolci, possono essere consumati sia crudi che cotti, freschi o essiccati.
La sua farina, oltre  che usata per fare dolci e creme,  può anche essere aggiunta ai cereali, allo yogurt e al latte .

Quello che mi ha attirato, oltre le tante proprietà,  è stato leggere che conferisce ai dolci il sapore della nocciola.
È una farina naturalmente priva di glutine, a basso contenuto di sodio e particolarmente ricca di fibre che gonfiandosi garantiscono sazietà duratura.
Previene l’arteriosclerosi, abbassa trigliceridi e colesterolo cattivo, (LDL),  apporta vitamine quali vitamina E e C,  oltre che energia facilmente assimilabile e minerali importanti come potassio, magnesio, calcio, ferro e fosforo. Inoltre regola le funzioni intestinali, aiuta la digestione  e stimola le difese immunitarie grazie al suo contenuto di amidi, aminoacidi ed enzimi.

Per questi biscotti ho provato a metterne poca come prima volta. E ho aggiunto della mela in una parte d'impasto, memore di alcuni biscotti di cui avevo già postato ricetta, i Buonbrutti alla mela.
Ovviamente la differenza risultante è stata che gli uni erano croccanti,  più da mangiare bevendo qualcosa di caldo, gli altri teneri e dal gusto più dolce trasferito dalla mela.
Questa è stata una prova per me per provare questo nuovo alimento, ma con la mia allergia al nichel, ho potuto mettere per ora davvero una piccola dose.
Quindi inutile dire che il sapore di nocciola era molto leggero. Se volete sentirlo bene, sostituite parte della farina di riso con quella di chufa. Magari al massimo 20gr per provare poi ad aumentare le prossime volte.
Io la acquisto su un sito dove acquisto da anni molti generi, Macrolibrarsi.

Passiamo alla ricetta facile e anche abbastanza veloce.


Biscotti con farina di chufa e miele di arancio, con olio e solo tuorli, senza latte  gluten free, a basso contenuto di nichel
200 gr di farina di riso, 50 gr amido di tapioca, 1/2 cucchiaino raso bicarbonato, 1 tuorlo d' uovo,  60gr olio di riso, 10 gr chufa, poco  meno di una tazzina da caffè di succo di agrumi, succo di mezzo limone,  50 gr miele arancio, facoltativa mezza mela golden (o altra frutta consentita se siete oltre la detox per nichel).

Si mescolano bene le due farine con l'amido e il bicarbonato. La farina di chufa va prima setacciata risultando spesso leggermente agglomerata. Data la poca quantità che ho messo, l' ho solo passata  fra le dita.
Al centro quindi si aggiungono il tuorlo, il miele, l' olio e si inizia a lavorare con la forchetta prima un po' al centro  questi ultimi ingredienti e poi col tutto. Poi si aggiunge il succo di mezzo limone e quello di agrumi(ho usato la Fior fiore Coop 100% ).
L'impasto, finora sbricioloso, si unirà diventando leggermente appiccicoso.
A questo punto lo separo in due ciotole e in una aggiungo mezza mela fatta a pezzettini. Lavoro bene perchè si amalgamino.
Fodero quindi di carta forno la teglia e con un cucchiaio prelevo porzioni che dispongo distanziate sulla teglia aiutandomi a farle "scendere" dal cucchiaio con un cucchiaino.
Inforno a freddo a 180 gradi per 25 minuti, dopo di che provo un biscotto. Quelli senza i pezzettini di mela, dovrebbero essere cotti , ma lascio altri 10 minuti gli altri che avendo la mela e quindi più umidità richiedono altro tempo.
Quindi regolatevi poi spezzandone uno e assaggiando.
A fine cottura lascio raffreddare e poi... 😋slurp ... e la colazione è dolcemente servita.
Alla prossima 😊

giovedì 1 febbraio 2018

Ciambella salata allo yogurt con arrow root, zucchine e caciotta gluten free e a basso nichel

Rieccomi anche se un po' in ritardo, ma come tanti anche qui ha colpito l'influenzaccia che gira e ovvio, non sono riuscita dedicarmi al blog in questi scorsi giorni.
Vi avevo parlato del nuovo prodotto che è presentenella mia dispensa e se non ne avete letto fatelo ora : Cliccate qui ●
Quindi passo subito a questo che volendo sarebbe anche un piatto unico ed un'ottima pietanza da portare al picnic perchè anche fredda devo dire che era buona.

Ciambella salata allo  yogurt con arrow root, zucchine e caciotta, gluten free e a basso nichel

Per gli ingredienti occorre fare prima  una miscela con: 120gr di tapioca, 30gr di arrowroot, 80 gr di amido di riso, 60gr fecola di patate e 220 di farina finissima di riso.
Quindi per la ciambella occorrono:
80 gr della suddetta miscela+ altri 120gr di farina di riso, 4 zucchine  medio piccole, 2 fette di caciotta, aglio in polvere, paprika dolce, 20ml di latte di riso, 100gr di yogurt, due cucchiai di parmiggiano reggiano, 60gr di olio di riso, 2 uova, sale , 3 gr di lievito secco granulare.

Procedo facendo a dadini le zucchine e trifolandole in padella con poco olio e sale.
In una ciotola di vetro mescolo le uova, l'olio, lo yogurt, il latte, sale, aglio in polvere, la paprika, il parmiggiano grattuggiato.
A parte mescolo la miscela con la farina di riso, sale e i granuli di lievito. Quindi la aggiungo poca per volta alla pastella precedente. Infine aggiungo, le zucchine raffreddate e la caciotta fatta a pezzetti.
Spennello di olio di riso uno stampo a cerniera da 28cm e poi spolvero di pangratto misto a pochissima farina di riso. Verso quindi l'impasto e lascio 20 minuti in forno con solo la luce accesa.
Poi tolgo la teglia, accendo il forno a 170° e rimetto la teglia senza attendere che raggiunga la temperatura. Cuocio per 30 minuti e poi a 180 per altri 15.
La consistenza finale che risulterà è come di una spessa frittata ripiena di formaggio e verdura, naturalmente morbida  e filante dentro e croccante fuori.

Buon appetito e buon inizio di febbraio 😘

martedì 19 dicembre 2017

Tortino di sfoglie di verdure cotto in padella, gluten free e a basso contenuto di nichel


Ci sono giorni che la mattinata vola e mezzogiorno arriva troppo in fretta o magari sono io che in quei giorni sono incurante del tempo perchè so che alla fine qualche idea mi verrà.
E così un lunedi di questi che me l'ero presa comoda,  quella che doveva essere una simil parmiggiana di verdure al forno  è diventato un tortino di sfoglie di verdure cotto in padella.
Da dire che la classica parmiggiana fatta come tradizione salernitana vuole non la facevo più da anni. La mia parmiggiana aveva bandito la frittura delle verdure nella pastella per verdure grigliate, pomodoro, mozzarella o più spesso caciotta, olio extravergine, sale, origano.
Ma con la nuova alimentazione a basso nichel, dovendo bandire  svariati alimenti e semplificare quasi al massimo, sto scoprendo sempre più quanto questo invece di essere un impedimento, una frustazione e qualcosa che smorzi la voglia di mettermi ai fornelli, sia diventato istintivamente uno stimolo.
Ed è ancora più gratificante sia perchè i risultati quasi sempre sono soddifascenti pur essendo all'inizio di questa nuova esperienza, sia perchè l'esigenza di basarsi sul poco, mi sta svelando quanto possa dare comunque pietanze buone e gustose.
Qualcuno disse:
"La capacità di semplificare significa eliminare il superfluo
 in modo che sia la necessità a parlare"
(Hans Hoffmann)
Verissimo, ora lo capisco più che mai.

Venendo a questo tortino di sfoglie, il poco tempo a disposizione mi ha portato a  pensare che rendere sottilissime le verdure  mi avrebbe permesso la più veloce cottura padella ed ho quindi tirato fuori l'affettatrice manuale
Mi è bastato stratificarle intermezzandole da formaggi e qualche condimento e in mezz'ora era in tavola come piatto unico, accompagnato solo dalle Sfoglie di pane azzimo gluten free di questo post..
Io ho messo le verdure che per ora tollero, ma si può fare davvero con qualsiasi verdura vogliate.
La cosa bella è che mentre mangiavo ho pensato che lo stesso piatto la prossima volta e con  la dovuta organizzazione del tempo, avrei potuto trasformalo anche in una simil lasagna cotta al forno proprio internezzando alle verdure anche le sfoglie di pane. Ed ho poi provato e avuto conferma che l'idea era stata una  buona pensata.
Passiamo ora alla ricetta del tortino.

Tortino di sfoglie di verdure.
Occorrente:
1peperone rosso(sceglietelo pesante, bello corposo), 1 finocchio,  1 zucchina tonda, 1 pezzo di zucca dalla polpa asciutta, (ho usato la delica), pecorino grattuggiato, 5-7 fette di formaggio semimorbido (ho usato un pecorino sardo semistagionato),  1tuorlo sbattuto, 1 tazzina di  panna da cucina (ho usato la BeneSi Coop che non ha carregenina e altre sostanze aggiunte) +1 cucchiaio di panna che occorre per la superficie, olio extravergine, sale,  aglio in polvere, facoltativo peperoncino o paprika piccante.

Si procede lavando le verdure e affettandole  sottilissime. Col peperone io parto dal fondo e appena giunta al punto in cui si vede la parte bianca ai lati del costato interno mi fermo, la  tolgo e  continuo ad affettare fino al punto in cui appaiono i semi e tolgo anche quelli.
Il finocchio lo taglio in due per lavarlo e quindi  affetto una  metà alla volta.
Quindi sbatto il tuorlo con la tazzina di panna. Poi grattuggio il formaggio, affetto il pecorino e lo spezzetto .
Sul fondo della padella inizio mettendo le zucchine anche foderando un po' i lati della padella e  spolverando di aglio, formaggio grattuggiato, poco sale e un filo d'olio.
Poi uno strato di finocchi su cui altra spolverata di aglio, filo d'olio e pecorino spezzettato. Il terzo strato è misto di zucchine,  finocchi  zucca e cosparso del tuorlo sbattuto con le fette di pecorino. Uno strato di peperoni con panna e formaggio sia grattuggiato sia a pezzi e spolverata di aglio e sale. Infine uno strato con zucca e le verdure rimaste cosparse dei due formaggi e olio
Praticamente la padella era piena all'orlo ma una volta cotto tutto l'altezza si dimezza  Ho cotto mezz'ora a fiamma media con spargifiamma sotto la padella (la mia ha fondo pesante) e per i primi 10-15 minuti coperto.

Per queste feste io so già con cosa mi delizierò 😉😋 e mi ricorderò di questo pensiero di Lao Tzu:
"Accontentati di ciò che hai; gioisci per come stanno le cose.
Quando ti rendi conto che non ti manca nulla, tutto il mondo ti appartiene." 



sabato 9 dicembre 2017

Farfalle con yogurt , senza albumi, con olio, gluten free e a basso contenuto di nichel in due versioni, con miele e sciroppo di riso

Farfalle con yogurt , senza albumi, gluten free e a basso contenuto di nichel

E rieccoci, dopo un' Immacolata con bufera di vento e pioggia, un sabato ancora ventoso nonostante il sole, adatto a stendere bucato a go go e a cui purtroppo è previsto segua una domenica di nuovo piovosa.
E per cosa pensate siano ideali le  giornate di maltempo? Beh, di certo per stare con le mani in pasta e provare a fare nuove ricettine dolci e non.
Prossimamente ne avrò da postare visto che ieri è già stato fruttuoso e nel prossimo post vi mostrerò i miei Cruckles alla mela annurca😄

Per oggi vi mostro le farfalle, biscotti in due versioni. La prima mi era tanto piaciuta che  l'avevo già fatta più volte ultimamente, ma non avevo trovato tempo per postarla. Ieri ho quindi provato a fare qualche variazione e così ora colgo l'occasione per entrambe.
Nella prima foto vedete il risultato delle farfalle col miele, meno grammi di miscela di farine e meno yogurt, di una consistenza più... direi più fluffosa. Infatti in cottura hanno lievitato di più nonostante il pizzico di  bicarbonato in meno.
La seconda con sciroppo di riso e poco più farine e yogurt, sono usciti un filo meno gonfi, più biscottosi, direi ottimi da inzuppare nelle tisane.
Entrambi molto veloci da farsi e adattissimi da decorare con glasse se voleste farne un pensierino da regalare a Natale.

Ho usato una miscela di base con cui ho intenzione di sperimentare più tipi di biscotti sia mie che adattando le ricette glutinose di famiglia o che quelle che leggo in web e devo adattare per le mie intolleranze e allergie.
Quindi passiamo alle ricette.

Miscela mia per biscotti:
240gr di farina fine di riso, 40 gr di fecola di patate, 60 gr di amido di riso e 60gr, farina (o amido è uguale) di tapioca.

FARFALLE con yogurt e miele
senza albumi, gluten free e a basso contenuto di nichel
Ingredienti: 200 di miscela mia per biscotti, 50 gr miele di tiglio, 1 cucchiaio raso di yogurt bianco greco, 1 tuorlo, 60ml olio di riso, 5gr bicarbonato.

Clicca sulla foto per ingrandire

In una ciotola di vetro metto il miele e lo scaldo un po' a bagnomaria. Lasciandolo raffreddare, verso poi il  tuorlo e lo yogurt e lavoro bene. Poi l'olio e continuo ad amalgamare. 
In un'altra ciotola di vetro mescolo la miscela di farine e il bicarbonato e al centro verso l'impasto liquido precedentemente formato.
Amalgamo con le mani poichè risulta un impasto morbido ma non un granchè appiccicoso, formando una palla.
Accendo il forno a 150° e poi col matterello vado a stendere di circa 1cm l'impasto ponendolo fra due fogli di carta forno. Da questa sfoglia ricavo delle farfalle con una formina (o quale altra vogliate). Vado ad adagiarle sulla teglia rivestita di carta forno, alzo la temperatura del forno a 170° e cuocio per 20 minuti. 

Versione con sciroppo di riso
220 gr miscela mia per biscotti, 60 gr sciroppo di riso, 1 cucchiaio e mezzo di yogurt bianco greco, 1 tuorlo, 60gr olio di riso, 6gr bicarbonato


Il procedimento è lo stesso, ma lo sciroppo di riso essendo più liquido del miele non va scaldato.
Come si vede dalle foto il risultato è cambiato anche nel colore dell'impasto cotto. I primi più candidi e i secondi più bruniti, evidentemente per la diversità della parte zuccherina. Fatto sta che sono buoni entrambi.

A presto con i crunkles di mela annurca 😉